Brescello Hotel - Guida Turistica

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.: BRESCELLO HOTEL
 Brescello è un comune di 4.818 abitanti della provincia di Reggio Emilia. Situata in prossimità del Po, a una trentina di km. da Reggio (lungo la statale 358), l'antica Brixellum romana conserva le tracce del suo passato nell'Antiquarium, in via Cavallotti 12 (ex monastero benedettino) dove si possono ammirare interessanti testimonianze e sculture del periodo romano, tra cui la statua di un personaggio con lacerna, del I secolo dopo Cristo. Degna di nota anche la statua di Ercole che sorge nella piazza centrale, opera del celebre scultore Jacopo Sansovino (1553), fatta costruire dal duca Ercole II Este. Ma più che per il suo antico passato, Brescello è celebre per essere stata nel dopoguerra il set di uno dei cicli cinematografici più amati: quello di Peppone e Don Camillo, impersonati sul grande schermo da Gino Cervi e Fernandel e ispirati dai racconti di Giovanni Guareschi. Ai due personaggi, simboli dell'Emilia rissosa del dopoguerra, Brescello ha dedicato un vero e proprio museo, nel quale sono custoditi numerosi oggetti di scena, tra i quali anche… un carro armato. (Il Crocefisso che parla a Don Camillo è invece tuttora al suo posto, nella chiesa di Santa Maria Maggiore). Per rintracciare i primi stanziamenti stabili di popolazioni occorre risalire alle orde galliche-germaniche che costruirono attorno al VII secolo a.C. le loro dimore nella valle del Po. Questo complesso di abitazioni rudimentali prese il nome di Brixellum. Nonostante la successiva tenace resistenza celtica, intorno al 220 a.C. la potenza devastante dell'esercito romano riuscì ad imporsi su tutta l'area cispadana.
  Da quel momento Brescello diventò colonia dell'Urbe, subendo quindi quelle trasformazioni urbanistiche tipiche dell'impronta romana. Nel I secolo d.C., forte della dinamica vita locale, istituzionale, economica, sociale, iniziò un periodo di grande splendore, contraddistinto anche dalla creazione di infrastrutture idrauliche come il porto sulla foce dell'Enza e il celebre acquedotto. Gli scontri romani per le successioni imperiali toccarono il territorio brescellese con l'Imperatore Marco Salvio Ottone, che aveva individuato qui la propria roccaforte. A lui, morto suicida nel 69 d.C. successe il rivale Aulo Vitello. Il III secolo d.C. coincise per Brescello con il graduale declino dell'impero, traducendosi in saccheggi e devastazioni, ma anche in epidemie di peste che svuotarono la città e le campagne. Nonostante la precarietà della situazione, Brescello diventò nel 389 sede Vescovile e San Genesio (oggi Santo Protettore) fu indicato come primo vescovo, con il compito di combattere le eresie portate dai popoli nord-europei..
  Nel VI secolo Brescello fu travolto dallo scontro tra Longobardi e Bizantini. Alla fine del 500 prima nuove invasioni di truppe del re Autari, e poi, nel 589, una terribile alluvione del Po e la definitiva distruzione da parte del successore Agilulfo, distrussero completamente il centro rivierasco. Occorre attendere l'epoca medievale per vederlo risorgere, grazie al dominio di Matilde di Canossa e alla presenza benedettina: ai monaci la contessa cedette il castello e l'intera città in piena autonomia dal controllo del vescovato. Durante il periodo di ascesa delle realtà comunali, il territorio brescellese venne assoggettato per molto tempo alle dipendenze di Parma. E dal XIII secolo si assistette ad un complesso avvicendarsi di Signorie, tra cui i Correggeschi, i Rossi, i Visconti, la Repubblica di Venezia e, in epoca moderna, gli Sforza e gli Estensi. Con questi ultimi inizia una nuova fase epocale per Brescello, con il progressivo distacco dal parmense che si compì con il passaggio, nel 1598, al Ducato di Ferrara e poi al Ducato di Modena. E' sotto la dinastia d'Este e del Duca Alfonso II che riprende la fortificazione di Brescello, indotta anche dalle violente guerre ducali del periodo. Ritrovato un nuovo ruolo e una nuova dignità urbana e politica, Brescello dovette cedere il passo ancora una volta all'inizio del 1.700, durante la guerra di successione spagnola. La rocca, le dotazioni militari e i bastioni furono infatti spazzati via dalla breve occupazione degli iberici e per oltre un secolo, salvo alcuni momenti ottocenteschi con il duca di Modena Francesco IV, tornò l'oscurità sulla comunità brescellese, che perse definitivamente il ruolo di testa di ponte sul Po. Alla fine del secolo Brescello si unì poi a Reggio, seguendo quindi il cammino napoleonico della Repubblica Cisalpina.